Il Medico Filosofo. La Filosofia come elemento fondamentale della Professione Medica

Posted by: Prof. Lodovico E. Berra *
Medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta
Direttore Istituto Superiore di formazione e ricerca in Filosofia, Psicologia, PsichiatriaISFiPP Torino
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Il ruolo del Medico
Il medico, pur essendo divenuto sempre più un tecnico della salute, rimane nel vissuto dei pazienti, della persone e della società, un punto di riferimento imprescindibile. Egli è portatore di un sapere che rappresenta l’essenza dell’essere umano. Il corpo e la mente sono strutture biologiche fondamentali della nostra esistenza che, proprio per queste caratteristiche, vengono a rappresentare il centro fondamentale su cui gravita la vita di ogni uomo. Il motto “quando c’è la salute c’è tutto” esprime bene il valore attribuito dalla nostra cultura al benessere, che trova nella figura del medico il riferimento principale. Ora l’importanza, a volte sottovalutata, del medico è accentuata dal fatto che egli non è solo portatore di una conoscenza diagnostica e terapeutica, in grado di consentire il mantenimento o il recupero della salute, ma è anche e soprattutto un punto di riferimento, di appoggio e di sostegno. Oggi la facilitazione della divulgazione medico-scientifica fa sì che a volte la figura del medico sia svalorizzata, essendo esperienza frequente incontrare pazienti con autodiagnosi e terapie autoprescritte che vengono proposte-imposte al medico stesso, il quale, se non consenziente viene criticato e sostituito.

È quindi necessario oggi tenere conto dell’importanza del recupero di una immagine professionale totale, che includa non solo capacità tecniche diagnostiche e terapeutiche, ma anche abilità di comunicazione e di gestione della relazione, capacità di dare fiducia, di indirizzare, condurre e consigliare pazienti sofferenti, Questo comprende competenze di tipo psicologico ma anche di carattere filosofico, recuperando, o tentando di farlo, una identità del medico più completa e quindi più forte ed efficace.

L’integrazione da parte delle conoscenze psicologiche include abilità nella gestione della relazione col paziente, tenendo conto di tutti gli aspetti, consci ed inconsci, che intervengono nella comunicazione tra individui, ed in particolare in una relazione medico-paziente.
Mentre le competenze di carattere filosofico sono, nella nostra opinione, più attinenti alla capacità di ricercare il significato e il valore degli eventi della vita, soprattutto in relazione alle questioni di vita-morte e malattia, attraverso l’ausilio di filosofie e di filosofi ma soprattutto attraverso l’acquisizione di una metodologia di pensiero e di ragionamento che possa condurre a rispondere alle a volte difficili domande che l’esistenza pone. Riteniamo che tutte queste competenze posso essere racchiuse nel counseling filosofico, una disciplina che ha già una discreta storia in Italia e nel mondo, e che può rappresentare uno strumento utile ed efficace nell’attività professionale del medico di qualsivoglia specializzazione.

Il counseling filosofico
Il counseling filosofico è un intervento di aiuto basato sulla relazione, che utilizza metodi e strumenti della filosofia con una consapevolezza psicologica. In esso si fondono quindi filosofia e psicologia, discipline tanto vicine tra loro da spesso sovrapporsi, che nella loro combinazione vengono a costituire un interessante completamento delle competenze mediche.
La consapevolezza psicologica consiste nell’aver coscienza della dinamiche che si attivano nella relazione medico-paziente, in modo tale da poterle controllare e gestire. Questo comprende quindi anche la capacità del medico di essere consapevole dei propri meccanismi mentali che si attivano durante la pratica professionale, avendo così una maggiore solidità e sicurezza nell’affrontare situazioni critiche.

Attraverso il metodo filosofico il medico può essere in grado di stimolare i processi di pensiero logici e razionali del paziente, agendo con una funzione di chiarificazione e di facilitazione, tesa alla soluzione o alla risposta a domande o problemi dell’ esistenza. In uno spirito maieutico, questo avviene riconoscendo risorse e potenzialità nel paziente, che devono essere quindi attivate e condotte. Nel Counseling Filosofico un punto centrale è rappresentato dal rapporto interpersonale, visto come elemento fondamentale per fare filosofia; è infatti dal e nel rapporto che si sviluppa il discorso filosofico, in una modalità che potremmo dire dialettica. Il problema affrontato è sempre una questione reale e concreta, e non un problema astratto o teorico, come spesso accade nella filosofia accademica. La filosofia che emerge nel counseling filosofico è quindi una filosofia pratica, funzionale a determinate situazioni, ed in grado di rispondere a dubbi e problemi; non perciò una filosofia fine a se stessa e solo esercizio intellettuale, ma soprattutto una modalità di riflessione e di indagine in grado di aiutare e sostenere il paziente nei momenti difficili della vita.

È evidente che la capacità di accompagnare e condurre il paziente in un percorso di riflessione filosofica richiede al medico l’aver sviluppato capacità di elaborazione e di pensiero acquisite attraverso training specifici. Come accade in psicologia nella formazione personale del professionista, il medico filosofo deve essere prima di tutto filosofo di se stesso, deve quindi aver affrontato e rielaborato concetti essenziali dell’esistenza, con cui deve avere confidenza e familiarità. Spesso il medico ha una mentalità pragmatica, che tende ad affrontare in modo razionale e concreto i problemi dell’uomo. Di fronte ad una patologia c’è una ben determinata terapia, testata e accreditata; di fronte ad un uomo che soffre c’è un repertorio di soluzioni farmacologiche; di fronte ad un problema ci sono cause e modalità strutturate di intervento. Ma come è ben noto la realtà della pratica professionale non è mai così semplice e riduttiva, a meno che il medico non riesca ad eliminare emozioni e vissuti, divenendo strettamente “tecnico della salute”. Questo non è però l’immagine di medico che vogliamo intendere e che la società si aspetta. È quindi necessario promuovere un completamento della formazione personale del medico che includa competenze non solo di tipo psicologico ma anche e soprattutto di tipo filosofico, nel senso che abbiamo sopra brevemente esposto. Il campo della Medicina, per la sua complessità e importanza, richiede che sia ben chiaro il senso ed il valore del suo agire e delle conseguenze che ne derivano, mettendo sempre al centro il bene dell’essere umano nella sua totalità. Il medico di oggi deve quindi ritornare in grado di curare il corpo ma anche l’anima, che ne è elemento inscindibile; deve riuscire a recuperare per il paziente, ma anche per la società, quel ruolo di saggezza che storicamente gli appartiene; deve poter osservare il proprio agire tecnico sotto la luce del suo senso e significato profondo; deve quindi sempre di più riuscire ad essere, o ritornare ad essere, Medico-filosofo.

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Prof. Lodovico E. Berra
* Prof. Lodovico E. Berra

Medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta, direttore dell’ Istituto Superiore di formazione e ricerca in Filosofia, Psicologia, Psichiatria, ISFiPP Torino, docente di "Teoria e Metodologia della pratica filosofica" e di "Psicopatologia e Psicologia clinica" e dal 2005 è professore stabilizzato di “Psicologia Biologica e Neuroscienze” presso IUSTO Rebaudengo, sede della Facoltà di Scienze dell' Educazione, Università Pontificia Salesiana, direttore del Master di specializzazione in Counseling Filosofico, presidente fondatore della Società Italiana di Counseling Filosofico (SICoF) e della Società Italiana di Psicoterapia Esistenziale (SIPE), autore di numerosi lavori scientifici nel campo della psichiatria e della psicoterapia.
www.lodovicoberra.it